La diatriba dei Quota 96

quota_96Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini,  a margine di una conferenza tenuta alla LUISS, ha annunciato che il caso degli esodati della Scuola verrà risolto al più presto. Non è la prima volta che vengono annunciati soluzioni a breve, anzi sembra una costante. La data stabilita, infatti, ogni volta slitta di settimana in settimana. L’ultima spiaggia sembrerebbe essere oggi alla Camera dove ci sarà il dibattito decisivo per questa assurda vicenda.

Ma chi sono i Quota 96 e in realtà hanno veramente ragione?

Bisogna innanzitutto dire che quota 96 rappresentava quel numero fatidico che bisognava raggiungere (61 anni di età e 35 anni di servizio oppure 60 anni di età e 36 anni di servizio) che se maturati entro la data perentoria del 31/12/2011 consentiva al dipendente di accedere immediatamente al trattamento di pensione.
Ma con la Riforma Fornero dal 01/01/2012 spariscono tutte le quote e di fatto viene cancellata la pensione di anzianità.

Il contenzioso su quota 96 il personale docente nasce perché la maturazione del requisito alla pensione nasce non al termine dell’anno solare ma al termine dell’anno scolastico (31 agosto). Per questo mero errore (cosi ammette la stessa Fornero) poco meno di 4000 persone sono costrette a rimandare la loro pensione.

Ma non tutti condividono le rivendicazioni dei docenti (Paolo Marini in risposta ad un post dell’on.Damiano) ritendendole assurde “in quanto sarebbero dovuti andare in pensione il 1° settembre 2013, 19 mesi dopo l’entrata in vigore della riforma, e la cui pretesa di avere avuto un diritto acquisito è stata sconfessata da una sentenza della Corte costituzionale e da numerose sentenze della Corte dei Conti.  Infatti, sulla base delle leggi vigenti alla data del 1° settembre 2011 (inizio dell’anno scolastico in cui è intervenuta la riforma Fornero) i docenti che si sono definiti “Quota 96” non avevano nessun diritto di andare in pensione alla fine dell’anno scolastico 2011/12. Il decreto-legge n. 138 del 2011, nel mese di agosto 2011, aveva modificato le precedenti regole per la decorrenza dei pensionamenti (in particolare, l’art. 59, c. 9, della legge 449 del 1997), facendola slittare all’anno scolastico successivo. In pratica, i docenti sarebbero dovuti andare in pensione alla fine dell’anno scolastico 2012/13″.

Chi ha ragione?

Intanto ieri Cesare Damiano rimandavaa la soluzione ad un probabile emendamento nel Decreto Pubblica Amministrazione

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