Le preferenze da estirpare

downloadLa nuova legge elettorale, chiamata Italicum, è ormai prossima ad essere approvata. Le critiche maggiori da parte della rete e soprattutto dal M5S sono rivolte alla mancanza delle preferenze, strumento principe, a loro avviso, per garantire il recupero del rapporto diretto fra elettore ed eletto.

Non c’è nulla di più falso.

Vogliamo ricordare che nei primi anni 90 gli italiani decisero tramite i referendum di abrogare il sistema elettorale allora vigente per passare ai collegi uninominali, con la motivazione principale che le preferenze alimentavano la corruzione e il clientelismo (le vicende recenti dei vari Consigli regionali dovrebbe porre dei dubbi).

Ma ovviamente i grillini e i navigatori della rete sono troppo giovani per ricordare e la scuola insegna poco e male la storia contemporanea (chi vuole può leggersi un po’ di storia qui).

Gli iscritti del PD, folgorati dalle preferenze, dovrebbero ricordare che la proposta del proprio partito guidato da Bersani nel 2011 era 70% collegi uninominali e 30% proporzionale.

Segnaliamo , poi, Jacopo Iacoboni su La Stampa che ci spiega come mai le preferenze non sono lo strumento adatto per gli elettori italiani ( a mio avviso neanche per gli altri paesi visto che l’unica democrazia occidentale ad utilizzarle è la Grecia) mentre sul blog Io e la mia città si evidenzia come le preferenze incentivano la lotta interna ai partiti aumentando i costi della campagna elettorale, incentivando la ricerca del voto di scambio.

Interessante anche l’analisi di Termometro Politico che evidenzia che solo il 15% degli elettori ha espresso una preferenza. Così fondamentale?

Tutto questo per dire di lasciar perdere i totem fasulli e di concentrarsi sugli aspetti più pericolosi dell’Italicum come per esempio il premio di maggioranza e le soglie di sbarramento altissime.  Come dichiara lucidamente Matteo Orfinicon un impianto ipermaggioritario e questa riforma costituzionale, si corre il rischio che una minoranza del Paese prenda tutto, eleggendo il Presidente della Repubblica che, per la Costituzione, è una figura di garanzia, a capo delle forze armate e Presidente del Csm“.

Altro che preferenze

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2 risposte a “Le preferenze da estirpare

  1. Il parlamento di nominati è indecente. Non serve raccontare che le preferenze non vanno bene, se poi l’alternativa offerta è una oligarchia familistica capace di farsi esclusivamente gli affari propri.

    • A mio avviso il sistema migliore è quello dei collegi uninominali , in alternativa i collegi con liste bloccate da due a quattro candidati. Se quei candidati non ti piacciono puoi votare gli altri partiti o non votare. Le preferenze, previste per l’elezione dei consigli regionali, non mi sembrano aver risolto il problema della selezione della classe politica, anzi…

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