La cultura della valutazione

3f7e7640f41058f77960cdcaf9bbb55b143f92fb5cfb2b6909222ea5Tutti a chiedere le risorse dell’Europa raccontando che solo così il Paese si potrà salvare. Nella realtà per i prossimi sette anni la tanto bistrattata UE stanzierà per l’Italia fino a 80 miliardi di euro (6 punti di pil), ma sia chiaro che se non cambiano le regole del gioco sarà un altro ennesimo spreco di risorse pubbliche.

Tito Boeri su Repubblica evidenzia come dovremmo “porre l’enfasi sulla rendicontazione e valutazione dei progetti attuati, obbligando ogni Paese, pena la sospensione delle erogazioni, a fare studi approfonditi sul loro impatto

Come non sbalordirsi sulla notizia che la Regione Lazio spende più di 140 milioni di euro per offrire corsi da estetista.

Secondo Boeri l’utilizzo efficiente dei fondi strutturali in Italia ha due nodi critici:

  • la mancanza di responsabilizzazione delle istituzioni che decidono i progetti. Infatti il cofinanziamento è a carico dello Statoe per tanto il politico locale risponde del proprio operato di fronte a chi ha ricevuto i soldi pubblici;
  • la totale assenza di una cultura della valutazione degli effetti della spesa. Innanzitutto è necessario definirne gli obiettivi in modo misurabile e collegato in modo diretto alla sua attuazione.

Se vogliamo finalmente fare il salto di qualità l’attuale governo deve impegnare a sciogliere questi nodi.

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