Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare

Valentina Conte su Repubblica analizza le motivazioni della bocciatura della Commissione europa dell’accordo di partenariato che rimanda  a settembre il piano italiano sui nuovi fondi europei (2014-2020).

L’assenso di Bruxelles sul documento proposto il 22 aprile scorso dal Governo italiano è indispensabile per finanziare i singoli programmi, nazionali e regionali. Parliamo di 40 miliardi di euro.

Le critiche riportate in 249 punti e 37 pagine sono molto circostanziate.

La prima richiesta al governo, come aveva raccomandato già in marzo, riguarda la nostra «capacità amministrativa».

(…) Per Bruxelles l’Italia confonde tra «assistenza tecnica» e «capacità istituzionale». Se la prima si può ovviare con l’Agenzia per la coesione (istituita di recente e coordinata direttamente da Palazzo Chigi, sotto la supervisione del sottosegretario Graziano Delrio ), per la seconda occorre «sostenere ampie e orizzontali riforme» della p.a. e «buone iniziative di governance». Di più, «il ruolo delle diverse istituzioni deve essere chiarito, definendo chi fa cosa, quando e come».

Bruxelles ci ricorda come manca una strategia al nostro paese e nell’accordo continua a non esserci traccia delle fondamentali  «Strategie di specializzazione intelligente» che permetterebbero di focalizzare i finanziamenti su obiettivi strategici.

La Commissione elenca per ogni area le criticità:

Agenda digitale: «Manca una vera strategia».

Innovazione: «Calo significativo dei fondi».

Aziende: «Identificazione ancora insufficiente degli interventi strutturali necessari per riguadagnare competitività».

Cultura: «Assenza di un progetto strategico e di cenni alle lezioni apprese dal periodo di programmazione 2007-2013».

Istruzione: «Le percentuali di risorse destinate all’abbandono scolastico per le regioni meno sviluppare ( 12%) e di partecipazione all’istruzione superiore (2%) sembrano basse rispetto alla portata dei problemi in queste aree».

(…) Non solo il governo non ha «per il momento» ancora adottato queste Strategie, «a livello nazionale e regionale». Ma risulta, agli occhi della Ue, deficitario praticamente in tutti gli ambiti che contano per il rilancio.

La bocciatura da parte dei tecnici di Bruxelles è un’altra tegola sul nostro governo ma soprattutto sulla nostra PA che non riesce presentare un piano minimale per ricevere le risorse dall’Europa, immaginate se è in grado di elaborare una strategia utile a farci uscire dalla crisi economica!!!

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