Caro Renzi, l’Italia va disincagliata dalle secche della crisi

indexSu repubblica del 13 agosto scorso Salvatore Settis scrive una lettera aperta al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

Il giornalista inizia la missiva con la domanda se “la riforma della Costituzione su cui il governo punta le sue carte servirà a disincagliare l’Italia dalle secche di questa lunga stagnazione?” .

Il dubbio è che si stia perdendo tempo senza aggredire i veri problemi del Paese tra i quali elenca:

  • terzo posto al mondo per evasione fiscale (per l’OCSE siamo preceduti solo da Turchia e Messico) per una stima di Confcommercio di 154,4 miliardi di euro di tasse non pagate nel solo 2012;
  • più corrotti d’Europa con perdite annue di 60 miliardi (Transparency lnternational), peggio di Namibia e Ruanda;
  • terzultima in Europa per libertà di stampa (nella classifica di World Freedom Index stiamo fra Haiti e Burkina Faso);
  • consumiamo più suolo (6,9%) confronto alla media europea (2,8%);
  • la disoccupazione giovanile è balzata al 43, 3%, contro i17,9% della Germania, e la media europea dei 22,5% (dati Eurostat ).
  • ultima in Europa per investimenti in cultura (Dipartimento per lo Sviluppo di Palazzo Chigi)
  • decine di migliaia di giovani formatisi in Italia portano in altri Paesi i loro talenti (fuga dei cervelli);
  • diminuzione del Pil  0,2%nell’ ult imo trimestre, contro una crescita del 3,2% della Gran Bretagna e un 1,1% medio dell’area euro,
  • il debito pubblico, che nel 2013 ha raggiunto il 132,6%sul Pil.

Al termine Settis , molto scettico sulle riforme elettorali e costituzionali,  suggerisce al Governo di “ricordarsi dei diritti dei cittadini sanciti dalla Costituzione e dimenticati dalla politica con la scusa della crisi: il diritto al lavoro per tutti i cittadini (art. 4), la funzione sociale della proprietà (art. 42), la pari dignità sociale dei cittadini e la loro eguaglianza (art. 3), la garanzia per tutti di «un’esistenza libera e dignitosa» (art. 36) , il diritto alla cultura (artt. 9, 21, 33), il diritto alla salute (art. 32)”.

“Sono diritti ignorati o taglieggiati in nome della crisi economica. In che modo la Costituzione che Lei ha in mente intende farli risorgere dalle ceneri?”

Salvatore Settis su Repubblica

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