Il Quirinale

Ad oggi l’impressione che si ha è che sia tutto fermo in attesa delle decisioni di Matteo Renzi. Il premier è più che mai impegnato nelle trattative: “Il nostro primo obiettivo è creare l’unità del Pd sul Quirinale, perché il partito di maggioranza deve presentarsi compatto a questo appuntamento, è una questione di responsabilità”… “In questo momento dobbiamo trovare una personalità che vada bene al più ampio numero di forze politiche, e innanzitutto al nostro partito, perché i voti del Pd non possono essere sostituiti da quelli di Forza Italia. E comunque, una cosa è certa: non possiamo intestarci una sconfitta in questo frangente”.

La strategia è chiara: per essere autorevole sul tavolo delle trattative Renzi deve avere la certezza di avere un partito unito. Considerati ormai persi circa una ventina di grandi elettori (per intenderci i parlamenterari più vicini a Civati e Fassina), ciò può avvenire solo trovando un accordo con Pierluigi Bersani, considerato l’unico vero interlocutore dell’opposizione interna.

Già da oggi inizieranno gli incontri per arrivare ad un nome condiviso per il 29 gennaio (per come si svolgeranno le votazioni leggete le FAQ di Alessandro Giglioli)

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