Stallo su Mattarella-Amato

amato-o-mattarella(askanews) Ormai le riunioni sono continue, Matteo Renzi ha iniziato questa mattina alle 8 con i deputati Pd e da allora non ha fatto altro che passare da un incontro all’altro per provare a restringere la noma dei possibili candidati per il Quirinale. I nomi su cui sembra ferma la trattativa, allo stato, sono ancora quelli che giravano da alcune ore: Sergio Mattarella e Giuliano Amato, il primo proposto dal Pd, minoranza compresa, e il secondo punto fermo del leader di Fi.
Sullo sfondo, però, restano buona parte dei candidati di area Pd circolati in questi giorni – da Piero Fassino a Walter Veltroni, passando per Sergio Chiamparino e Anna Finocchiaro – compreso quello piu’ temuto non solo dalla minoranza, ma anche da parecchi pezzi della maggioranza renziana del partito: Graziano Delrio.

Chi nel Pd non si fida di Renzi, teme che il ballottaggio Mattarella-Amato sia solo un passaggio per poi arrivare a chiudere, magari alla quinta votazione, su un nome piu’ vicino al premier. Proprio questo, spiegano, e’ il senso del ragionamento fatto oggi da Bersani al premier: ok Mattarella, per noi andrebbe bene anche Amato, ma non puoi pensare di proporre un nome che appaia come un tuo uomo. Renzi, secondo quanto viene riferito, avrebbe spiegato che l’obiettivo e’ davvero quello di provare a raccogliere consensi su Mattarella, ma questo avveniva prima del colloquio con Berlusconi. Il premier ha poi riunito la delegazione Pd – ovvero i vice-segretari Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani, il presidente del partito Matteo Orfini e i capigruppo Luigi Zanda e Roberto Speranza. Con loro, il premier fara’ un primo punto della situazione, anche in vista dell’assemblea dei grandi elettori che si terra’ domattina: bisogna innanzitutto capire se ci sono le condizioni per annunciare comunque un candidato gia’ domani o se attendere venerdi’ sera o sabato mattina.
Di sicuro, l’ipotesi che i nomi Mattarella-Amato possano eliminarsi a vicenda e’ presa in considerazione da piu’ di una persona nel palazzo e forse non e’ un caso che lo stesso Renzi, parlando prima ai deputati e poi ai senatori Pd, che l’obiettivo e’ eleggere il presidente “entro la fine della settimana”, mentre lunedi’ aveva parlato esplicitamente della “quarta votazione” come di quella “decisiva”.
Un tempo supplementare, insomma, potrebbe essere necessario e, in quel caso, c’e’ da capire su quale ‘piano B’ si potrebbe andare, se su un candidato renziano doc, come teme non solo la minoranza Pd, o su nomi come quelli di Veltroni o Fassino. Dopo la quinta, avverte un deputato “rimangono solo figure istituzionali come Grasso”.
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