Sergio Mattarella: il capolavoro di Renzi

++ Tutti in piedi applaudono Mattarella, no M5S e Lega ++A detta di tutti Matteo Renzi, dopo l’elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica, è stato a dir poco geniale.

Anch’io mi trovo d’accordo con il sentire dei più,  perché il premier ha compiuto, ovviamente dal suo punto di vista, un vero capolavoro. Ha giocato una grande mano di poker con un mix di coraggio, psicologia e fortuna.

La partita era effettivamente difficile, un banco di prova importante, con molti giocatori di vecchio pelo e poche carte buone in mano, ma ha saputo (come suo solito) azzardare ostentando sicurezza e gli avversari (tremebondi all’idea di perdere) hanno fatto di tutto per farlo, regalandogli una grande vittoria politica.

È una vittoria strabiliante perché in un sol colpo ha:

ricompattato il Pd, sempre in tensione su ogni tema: dal Jobs Act alla legge elettorale fino al Patto del Nazareno;

preso in giro Silvio Berlusconi (ammetto che la prima reazione innervosita ma arrendevole del leader di Forza Italia mi aveva fatto pensare a qualche accordo nascosto tra Renzi e Verdini) rottamando per l’occasione il  Patto del Nazareno  e già da domani (quando servirà) pronto a riesumarlo (ieri il ministro Boschi ha subito annunciato che sarà approvata la norma del 3%) ;

reso irrilevante il Nuovo Centrodestra, in concreto mai coinvolto nella partita;

confermato l’irrilevanza del M5s contribuendo al caos che in quella galassia regna sovrano. Il movimento come sempre si dimostra professionista nel turpiloquio e niente più. Incapace di qualsiasi iniziativa politica facendo “carne da macello” dei tanti consensi che gli Italiani hanno loro saputo accordare.

scelto una persona di pregio, non ingombrante e non troppo carismatica.  Mattarella, sia chiaro, non sarà un maggiordomo ma neanche un Presidente in grado di disturbare o di offuscare mediaticamente il premier.

 COM’È NATA LA STRATEGIA VINCENTE?

In realtà il nome di Sergio Mattarella era stato suggerito da Giorgio Napolitano, altro vincitore della partita, durante uno degli ultimi incontri con il premier, Renzi però, a dire il vero, non ne era convinto. Per settimane ha intavolato le trattative mantenendo il più stretto riserbo sul nome del candidato al Colle, dando solo qualche identikit generico.

Il colpo di scena è arrivato la sera di mercoledì 28 gennaio quando il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, annunciava che l’unico candidato era Sergio Mattarella: “Si parte e si arriva con Mattarella

Il giorno dopo è stato lo stesso Renzi ad annunciare la candidatura del giudice costituzionale all’assemblea dei grandi elettori del Pd, scatenando le ire di Berlusconi che accusava il premier di aver «tradito i patti», stando bene attento, però, a salvare dal discorso il cammino delle riforme istituzionali. In sintesi molte urla ma nessuno strappo.

E pensare che nei giorni precedenti Berlusconi e Alfano avevano tentato il riavvicinamento con diversi incontri tra  per un percorso condiviso che portasse al Quirinale un loro nome (Giuliano Amato o Pierferdinando Casini), ma venerdì qualcosa nel meccanismo del centrodestra si è inceppato, grazie al gioco di Renzi.

Forza Italia tentenna dilaniata tra la lotta interna tra filo berlusconiani e”fittiani” mentre Alfano si trova a resistere da solo alle minacce di un rimpasto di governo da parte del premier. Entrambi franano, Berlusconi per salvare le aziende di famiglia e Ncd per conservare le poltrone.

Aver ottenuto il voto di 665 grandi elettori non permetterà a nessuno di proclamarsi decisivo per l’elezione di Mattarella: non la sinistra del PD, non SEL e tantomeno Ncd. Nessuno nei prossimi giorni potrà rivendicare un credito verso il premier, che potrà riprendere il suo percorso senza esitazioni. Chapeau!

COSA PENSO DI SERGIO MATTARELLA?

La breve storia della nostra Repubblica ci ha insegnato che il Quirinale trasforma le persone e, quindi, non è possibile prevedere come sarà il nuovo Presidente.

La sua biografia è di buon auspicio (vi segnalo il bellissimo articolo di Marco Damilano). Le sue dimissioni dopo l’approvazione della Legge Mammì (uno dei regali più indecenti di Craxi a Berlusconi), l’addio a quel che restava del Partito Popolare quando Buttiglione consegnò il partito a Berlusconi e la legge elettorale che porta il suo nome latinizzato e che resta la meno peggio degli ultimi vent’anni , mi fanno essere ottimista.

Ammetto che non sarebbe stata la mia prima scelta, ma dobbiamo essere consapevoli che Mattarella , oggi, rappresenta il punto più alto di un giusto compromesso.

Non dimentichiamo che solo due anni fa con quasi tutti gli stessi protagonisti, accadde l’opposto. Non posso ancora dimenticare Berlusconi che, dopo la rielezione di Napolitano, sghignazzava sul suo banco mentre oggi, sicuramente, ride un po’ meno.

Nel 1989 Giampaolo Pansa descrive Mattarella come uomo «pacato, tenace, senza ansie da potere né sbandamenti faziosi, (…) convinto che la goccia è più efficace del torrente in piena».

Il ruolo del Presidente sarà fondamentale per le nostre Istituzioni ed è necessaria una figura con la schiena dritta che si contrapponga all’accentramento di poteri nelle mani del premier conseguenza del premio di maggioranza previsto dalla nuova legge elettorale.

In bocca al lupo Presidente.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...