Orizzonte 2018

imagesIL PD SALE NEI SONDAGGI

Le capacità di navigato leader politico e il piglio deciso, dimostrati nell’occasione dell’elezione del Presidente della Repubblica da Matteo Renzi, hanno accresciuto il consenso dei cittadini nei suoi confronti.

Il tutto certificato dal sondaggio di Ixè per Agorà (Raitre) che, per quanto vale,  vede il Presidente del Consiglio e il suo partito guadagnare terreno: democratici (37% dei consensi +0,2% rispetto alla scorsa settimana) Governo Renzi (dal 30 al 32%). A farne le spese è soprattutto il grande sconfitto, Silvio Berlusconi, che vede Forza Italia scendere  al 12,9%.
Gli altri partiti, invece, subiscono lievi oscillazioni con il M5S al 19,4%, la Lega Nord al 13,8%, Sel al 4%,  Fratelli d’Italia al 3,3% e il Nuovo Centrodestra, che si attesta al 2,7%.

ORIZZONTE 2018

L’accresciuto consenso di riflesso investe anche i parlamentari, i quali ligi e ferrei all’imperativo “mai con il nemico” sono pronti a salire sul carro del vincitore.

Grazie alla leadership renziana il Partito democratico esercita una forza attrattiva notevolissima nei confronti dei piccoli e disorganizzatissimi partitini. Da quando Renzi è entrato a Palazzo Chigi, esponenti di ogni estrazione politica fanno domanda per confluire nel Pd e aspettano pazienti il loro turno. Fino alla settimana scorsa se ne contavano quasi una ventina di folgorati sulla via del renzismo.

Quest’ opera di allargamento sembrava non facesse parte di una vera strategia, ma adesso che il Patto del Nazareno sembra appartenere al passato,  è diventata una priorità e ai vertici del Pd si studia urgentemente il modo di sostituire in fretta i voti dei berlusconiani.

La messa in sicurezza della maggioranza, ufficializzata  giovedì scorso  dall’invito  a “essere responsabili”  del vicesegretario Debora Serracchiani, ha avuto, come primo risultato eclatante, l’annuncio di sette senatori di Scelta Civica di trasferirsi in blocco nel Pd.

A piazza del Nazareno sono convinti che quella dei montiani non è la prima e, probabilmente, non sarà l’ultima transumanza.

I retroscena impazzano. Alcuni sono pronti a  scommettere  che nuovi arrivi verranno dai vendoliani (già in dieci sono passati al PD compreso il capogruppo Gennaro Migliore)  altri  immaginano defezioni dal centrodestra o persino la nascita di un nuovo gruppo (Orizzonte 2018)  pronto a sostenere la maggioranza. Immancabilmente si torna a parlare degli ex grillini, disinteressati a confluire nel Partito democratico ma disponibili ad aprire un dialogo con la maggioranza.

Sembrerebbe ripetersi l’imbarazzante esperienza dei Responsabili di berlusconiana memoria.

Comprendo l’esigenza di allargare la maggioranza per concludere l percorso delle riforme ma non ho mai sopportato l’atteggiamento due pesi e due misure. A  Sergio Cofferati hanno chiesto di dimettersi da parlamentare europeo quando ha lasciato il Pd mentre i transfughi di Scelta civica sono benvenuti proprio perché portano appresso i loro seggi da ‘’stabilizzatori’’. Ci vuole coerenza e se si cambia idea, può succedere, è necessario motivarlo.

Permettetemi una personale riflessione su questi cambi di casacca dei Parlamentari: da Scilipoti a Ichino.  Cambiano i tempi e le circostanze ma rimane il senso profondo del gesto: salire sul carro del vincitore prima che sia troppo tardi.
Lungi da me dare valutazioni morali, consapevole anche che la Costituzione giustamente garantisce il divieto del vincolo di mandato, ma tutto questo potrebbe avere un senso solo se ai cittadini fosse permesso di giudicare i comportamenti dei propri eletti.

Con il Porcellum non era possibile ma nella realtà non lo sarà neanche con l’Italicum (leggete qui come funziona il nuovo sistema).

Solo un sistema elettorale che permetta ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti (per esempio un maggioritario uninominale con primarie obbligatorie e certificate) potrebbe garantirlo. Fino ad allora l’opportunismo e l’ambizione personale avranno la meglio sulla democrazia.

MINORANZA PD

Se l’allargamento della maggioranza rende più sereno Renzi ad agitarsi ora è la sinistra Pd che non apprezzerebbe molto la strategia. Bisogna capirli: avevano la piena certezza di essere tornati decisivi ed invece si ritrovano “ annacquati” per l’ingresso di forze che portano l’asse a destra.

C’è da registrare, infatti, che se l’ingresso dei senatori di Scelta Civica nel Pd non cambia di un millesimo i numeri della maggioranza in Senato, la loro decisione però comporta il restringimento dello spazio d’azione della minoranza soprattutto nel chiedere modifiche ai provvedimenti in parlamento (dall’Italicum, il Jobs Act e la delega fiscale).
Il primo altolà lo fa proprio Pier Luigi Bersani in un’intervista a Skytg24:
”Io non sono affatto per un Pd più stretto, ma sono, se lo si vuole fare più largo, per ragionare politicamente” (…) ma  ”bisogna dire con trasparenza al Paese che cosa è cambiato nella politica. Dopo di che, se si dice questo, io sono contento che da centro come da sinistra si possa ragionare facendo del Pd un grande partito plurale, grande baricentro democratico del sistema. Un conto sono le scelte di tipo personale, opportunistico, secondo me sempre disdicevoli; un conto è quando c’è un passaggio politico. Perché, in questi giorni, è certamente successo qualcosa, sia dal lato del Pd che dal lato della destra, e credo che questo possa consigliare una riflessione sull’assetto politico”.

La pace mattarelliana è durata poco nel Partito Democratico. ..

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...