schema di dPR recante l’individuazione degli aeroporti di interesse nazionale

Piano-nazionale-aeroportiLa Conferenza delle Regioni ha predisposto la bozza dello schema di dPR recante l’individuazione degli aeroporti di interesse nazionale

1. In applicazione dei criteri fissati dall’articolo 698 del codice della navigazione, sono individuati gli aeroporti e i sistemi aeroportuali di interesse nazionale, quali nodi essenziali per l’esercizio delle competenze esclusive dello Stato, per ciascuno dei dieci bacini di traffico individuati nella rete territoriale nazionale, come di seguito specificati e nel rispetto delle condizioni di cui ai commi 4, 5 e 6;

Bacini di traffico – Aeroporti di interesse nazionale

  • Nord Ovest : Milano Malpensa, Milano Linate, Torino, Bergamo, Genova, Brescia, Cuneo
  • Nord Est: Venezia, Verona, Treviso, Trieste
  • Centro Nord: Bologna, Pisa, Firenze, Rimini, Parma, Ancona
  • Centro Italia: Roma Fiumicino, Ciampino, Perugia, Pescara
  • Campania: Napoli, Salerno
  • Mediterraneo/Adriatico: Bari, Brindisi, Taranto
  • Calabria: Lamezia Terme, Reggio Calabria, Crotone
  • Sicilia orientale: Catania, Comiso
  • Sicilia occidentale: Palermo, Trapani, Pantelleria, Lampedusa
  • Sardegna: Cagliari, Olbia, Alghero

2. Nell’ambito dei predetti aeroporti di interesse nazionale, rivestono una particolare rilevanza strategica, in relazione ai medesimi criteri stabiliti dall’art. 698 del codice della navigazione, i seguenti scali:

Bacini di traffico – Aeroporti di particolare rilevanza strategica

  • Nord Ovest: Milano Malpensa, Torino
  • Nord Est: Venezia
  • Centro Nord: Bologna, Pisa /Firenze
  • Centro Italia: Roma Fiumicino
  • Campania: Napoli
  • Mediterraneo/Adriatico: Bari
  • Calabria: Lamezia Terme
  • Sicilia orientale:  Catania
  • Sicilia occidentale: Palermo
  • Sardegna: Cagliari

3. Nell’ambito degli aeroporti di cui al comma 2, rivestono il ruolo di gate intercontinentali, per la loro capacità di rispondere alla domanda di ampi bacini di traffico ed il loro elevato grado di connettività con le destinazioni europee ed internazionali, i seguenti aeroporti:
– Roma Fiumicino
– Milano Malpensa
– Venezia.

4. Gli aeroporti di interesse nazionale, ad esclusione di quelli di particolare rilevanza strategica individuati dal presente decreto, rispettano le seguenti condizioni:
a) l’aeroporto è in grado di esercitare un ruolo ben definito all’interno del bacino, con una specializzazione dello scalo e una riconoscibile vocazione dello stesso, funzionale al sistema aeroportuale di bacino da incentivare;
b) l’aeroporto è in grado di dimostrare, tramite un piano industriale, corredato da un piano economico-finanziario, il raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario anche tendenziale e di adeguati indici di solvibilità patrimoniale, almeno su un triennio.

5. L’aeroporto di Torino è considerato di particolare rilevanza strategica a condizione che realizzi, in relazione alle interconnessioni ferroviarie AV/AC tra le città di Torino e Milano, un sistema di alleanza con l’aeroporto intercontinentale di Milano Malpensa, finalizzato a generare sinergie di sviluppo reciproco e dell’intero bacino del Nord Ovest.

6. Gli aeroporti di Pisa/Firenze sono considerati di particolare rilevanza strategica a condizione che realizzino la gestione unica.

7. Le condizioni di cui al comma 4 e le procedure di cui al successivo comma 8 non si applicano, altresì, per gli aeroporti che garantiscono la continuità territoriale di regioni periferiche ed aree in via di sviluppo o particolarmente disagiate, qualora non sussistano altre modalità di trasporto, in particolare ferroviario, adeguate a garantire tale continuità. L’assenza di modalità alternative adeguate è verificata dalle strutture competenti delle amministrazioni di cui al comma 8.

8. I gestori degli aeroporti di interesse nazionale, individuati ai sensi del presente decreto, ad eccezione di quelli di particolare rilevanza strategica, ove risulti dalle verifiche effettuate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti la mancanza del possesso delle condizioni di cui al comma 4, presentano, nel termine di ulteriori tre mesi da tali verifiche, un piano industriale, corredato da un piano economico-finanziario, finalizzato alla realizzazione delle prescritte condizioni nel successivo triennio.

9. In sede di prima applicazione del presente decreto, i gestori degli aeroporti allo stato non inseriti tra gli scali di interesse nazionale di cui al comma 1, possono presentare, entro e non oltre un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto, la documentazione dimostrativa del possesso delle condizioni di cui al comma 4 o al comma 7. Gli aeroporti così individuati sono riconosciuti aeroporti di interesse nazionale con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa verifica della sussistenza di tali condizioni.

10. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, avvalendosi dell’ENAC, verifica la realizzazione e il mantenimento delle condizioni di cui ai commi 4 ovvero 7, anche ai fini della revisione, con successivo provvedimento, della rete d’interesse nazionale, vagliando, in caso di mancata realizzazione, se la stessa è dipesa o meno da cause imprevedibili e non imputabili a responsabilità dei gestori. In assenza di tali cause, gli aeroporti cessano di essere di interesse nazionale.

11. Gli aeroporti di interesse regionale o locale appartenenti al demanio aeronautico civile statale e le relative pertinenze, diversi da quelli di interesse nazionale, individuati, in base all’articolo 698 del codice della navigazione, dal presente decreto, sono trasferiti alle Regioni, ai sensi degli articoli 3 e 5 del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85. Per le Regioni a statuto speciale e le Province autonome, il trasferimento è attuato in conformità alle previsioni degli Statuti speciali e delle relative norme di attuazione. Con i provvedimenti di trasferimento è disciplinato altresì il regime finanziario dei servizi.

12. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti vigila sull’attuazione di quanto previsto nel presente decreto, promuovendo, a tal fine, le intese con le altre Amministrazioni ed Enti competenti in ordine agli interventi di comune interesse.

13. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti favorisce ogni azione a salvaguardia delle Regioni in cui non esistono aeroporti, al fine di conseguire l’ottimizzazione delle connessioni intermodali con gli aeroporti più vicini, nonché di consentire alle stesse, in presenza dei necessari presupposti, l’applicazione delle disposizioni di cui al comma 9 durante tutto il periodo di vigenza del presente decreto.

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