IL FANTASMAGORICO PARTITO DEMOCRATICO

renzi-bersani-650.jpg_415368877Finalmente l’economia dà i primi segnali di risveglio. A comunicarlo è l’Istat, che nella nota mensile sull’andamento dell’economia della Penisola rileva che “i segnali positivi si rafforzano” perché “al miglioramento della fiducia di consumatori e imprese registrato a febbraio si affianca l’aumento della produzione industriale a dicembre e quello del fatturato dei servizi nel quarto trimestre del 2014″ .

Mentre il Paese tenta di rialzare la testa nel PD si litiga.

Lo scontro oramai è alla luce del sole, Pierluigi Bersani oltre a rifiutare l’invito del premier rivolto  ai gruppi parlamentari per discutere di Rai, fisco e scuola,  bolla come incostituzionale il jobs act e minaccia di non votare l’Italicum (intervista su Avvenire) .

Vi starete chiedendo cosa sta succedendo nel PD? Come mai i toni si sono accesi all’improvviso? Anche il mite Speranza , capogruppo alla Camera, da agnello si è trasformato in lupo?

Per chi non segue le vicende interne (come biasimarvi) non è facile intravedere una logica, ma vi assicuro che si tratta semplicemente di una palese lotta di potere interna.

Premetto che non voglio minimamente esprimere giudizi di merito ma mi limiterò alla cruda e semplice esposizione dei fatti.

Per governare realmente un partito è necessario avere il controllo delle commissioni parlamentari e per il momento, i ruoli chiave nei gruppi (sia alla Camera che al Senato) sono appannaggio dei parlamentari Bersaniani eletti grazie al Porcellum dall’allora segretario.

Sono proprio loro che danno del filo da torcere al premier. L’intento di Renzi, quindi, non appena se ne presenterà l’occasione (a metà legislatura si deciderà se confermare o cambiare gli incarichi) è quello di ribaltare gli equilibri interni.

In quest’ottica rientra il battesimo di «Spazio democratico», la «non corrente» dei renziani che non fanno parte del cosiddetto «giglio magico», organizzata da Richetti e Rughetti.  Sarebbero i cosiddetti Renziani dialoganti, che hanno come obiettivo quello di attrarre pezzi della minoranza.

Altro che jobs act o italicum, è il timore di perdere potere che ha letteralmente fatto “imbestialire” gli oppositori interni che hanno capito che il leader sta giocando la sua più grande e risolutiva battaglia.

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