Reato di tortura

Ma un risultato positivo la sentenza della Corte di Strasburgo lo ha registrato : l’accelerazione dell’iter di approvazione della legge che introduce il reato di tortura che,  salvo modifiche inattese, potrà, infatti, essere applicato a “chiunque, con violenze o minacce gravi, in altre parole mediante trattamenti inumani e degradanti la dignità umana, cagiona acute sofferenze fisiche o psichiche ad una persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia o autorità o potestà o cura o assistenza ovvero che si trovi in un condizione di minorata difesa“.

Chiaramente il reato sarà aggravato nel caso in cui a commetterlo sia un pubblico ufficiale e ciò non è un attacco alle forze dell’ordine come grida Matteo Salvini. E’ un principio logico ancor prima che giuridico, quello per il quale la commissione di un reato da parte di chi è preposto a garantire l’ordine pubblico crea maggior allarme sociale e merita di essere punito più gravemente.

Sui nostri ritardi sul tema dei diritti civili vi segnalo l’articolo “L’Europa lontana dei diritti umani” di Ainis sul Corriere dellaSera .

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