Elezioni regionali fondamentali per il futuro Partito della Nazione

indexLe elezioni regionali che si terranno a breve, rappresentano un ulteriore test per Matteo Renzi, una prova che, inutile nasconderlo, sarà di estrema importanza.

Il premier insegue il sogno del 6 a 1 che, indubitabilmente, consegnerebbe al centrosinistra tutta l’Italia delle Regioni ad eccezione della Lombardia governata da Maroni ed il  Veneto presumibilmente appannaggio di Zaia.

La vittoria schiacciante, se arrivasse, non rafforzerebbe solo il governo, ma metterebbe la parola  fine alle diatribe interne di cui è protagonista  la minoranza di Bersani, provocando un’accelerazione verso la mutazione politica del Partito democratico.

A quel punto si rischierebbe veramente di veder nascere quel Partito della Nazione di cui si parla insistentemente sui mass media, e su cui il gruppo dirigente del PD preferisce tacere per non urtare la sensibilità del proprio storico elettorato già messo a dura prova dagli ultimi eventi.

In caso di trionfo il PD aumenterà a dismisura la propria forza di gravità attirando verso di sé molti di quei politici orfani dei proprio partiti di opposizione, disintegrate dall’ex sindaco fiorentino.

Se la conseguenza sarà questa, ha ragione Galli della Loggia, sul Corriere della Sera di oggi,  quando scrive che nel sistema politico italiano diverrà centrale, non il problema del governo, ma la questione del potere.

Il problema di Renzi “non sarà quella di  trovare una linea programmatica adeguata che veda l’accordo di tutti, bensì, il problema di trovare un posto a tutti. Ed è allora che gli attori già presenti o aspiranti di cui sopra sono spinti individualmente a deporre ogni passata appartenenza, ad abbracciare qualunque idea, qualunque fedeltà, a sottoscrivere qualunque impegno, pur di ottenere il suddetto posto”.

Intanto, i vertici del PD sono già al lavoro per cambiare lo Statuto interno, con l’obiettivo di introdurre regole di funzionamento del movimento più efficienti e più rapide, più adatte proprio ad un partito di governo che nel 2018 punterà a «governare da solo» e in Parlamento, questa settimana, inizierà il percorso del disegno di legge che normerà la vita di  tutti i partiti, introducendo la personalità giuridica dei soggetti, aprendo quindi al controllo della magistratura, rendendoli in qualche modo più trasparenti e più moderni, almeno a giudizio dei firmatari della proposta.

L’Italia sta cambiando, speriamo in meglio.

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