Le cinque cose da sapere su Mafia Capitale

Foto Daniele Leone / LaPresse 04/12/2014 Roma, Italia Cronaca Mafia Roma, la lupa capitolina vista attraverso le luci di un mezzo dei Carabinieri. Campidoglio

Foto Daniele Leone / LaPresse

Articolo di Francesco Grignetti pubblicato su Lastampa.it

 1) Che cosa c’entra la mafia?  

L’inchiesta Mafia Capitale, capitolo 1 (novembre 2014) e capitolo 2 (giugno 2015), ha scoperchiato gli affari illeciti di un gruppo malavitoso operante a Roma. La novità è che secondo i magistrati non si tratta di una normale cricca che mirava agli appalti pubblici, bensì di un’associazione mafiosa. Capo indiscusso era Massimo Carminati, detto Il Cecato, ex terrorista di destra. Negli Anni Ottanta è stato un appartenente ai Nar, poi transitato nella Banda della Magliana. Carminati, nel tempo, è stato accusato anche di avere partecipato alla rapina miliardaria del caveau sotterraneo del palazzo di Giustizia e di essere stato il killer che uccise il giornalista Mino Pecorelli. Sempre assolto, la sua capacità di superare indenne i processi ne ha accresciuto il carisma criminale. L’organizzazione, secondo la ricostruzione dell’accusa, aveva un versante militare, composto di criminali da strada, spesso ex rapinatori ed estorsori, e un versante affaristico. Qui brilla Salvatore Buzzi, sodale in affari di Carminati, ex galeotto anche lui, presidente di una cooperativa sociale, la “29 giugno”, che nasce per dare lavoro a ex detenuti.

2) La corruzione  

Secondo i magistrati, Mafia Capitale beneficiava di una forte capacità intimidatoria. La sola presenza di Carminati incute timore in imprenditori e manager pubblici. Ma l’organizzazione, pur non escludendo l’uso della violenza – e ci sono intercettazioni esplicite sulle armi, i giubbotti antiproiettile in kevlar, i walkie-talkie, gli apparati per prevenire le intercettazioni – adotta strategie più raffinate: la corruzione, innanzitutto. Sono mille i modi per corrompere: soldi, compartecipazione agli utili, consulenze fittizie, assunzione di un parente o di un amico, saldo di fatture. Ed è miserevole il quadro che ne viene fuori. Che siano sindaci di piccoli e grandi paesi, assessori, consiglieri comunali o regionali, capi di gabinetto, assistenti, dirigenti, funzionari, semplici impiegati, per Mafia Capitale è importante avere una rete ben ramificata di complicità nelle istituzioni. E se qualcuno non si piega, lo si estromette. «Un dirigente o si compra o si caccia», spiega Carminati a suoi in un’intercettazione. Carminati è avvertito: la violenza è un’ultima ratio, solleva interrogativi, meglio evitare.

 3) Gli arresti di ieri  

Luca Gramazio, figlio dell’ex senatore Domenico, storico esponente della destra romana, era il giovane emergente del Pdl romano: ex consigliere comunali, poi capogruppo Pdl al consiglio regionale del Lazio, per i magistrati è «il volto istituzionale» dell’associazione guidata da Carminati. Per lui è scattata l’imputazione di associazione mafiosa. Gli altri arrestati più in vista, accusati di corruzione, sono cinque consiglieri comunali. Uno è del Pdl, il recordman delle preferenze Giordano Tredicine. «Giordano s’è sposato con noi», sintetizza il capo banda. Tre sono del Pd, in posizione chiave: Mirko Coratti, ex presidente del consiglio comunale; Daniele Ozzimo, ex assessore alla Casa nella giunta Marino; Pierpaolo Pedetti, presidente della commissione Patrimonio. E poi c’è Massimo Caprari, capogruppo per Centro Democratico. Coratti era stato ribattezzato “Balotelli”, perché giocava sempre per sé. A Buzzi, il solo appuntamento per prendere un caffè è costato 10mila euro: ma ne chiedeva altri 150mila. Caprari scrutava le mosse di Balotelli e si era indubbiamente montato la testa. Buzzi si sfoga con uno dei suoi: «Te l’ho detto, Caprari è venuto da me: voleva tre posti di lavoro!». Ne avrà uno solo.

4) Il ruolo di Luca Odevaine  

Ex collaboratore di Walter Veltroni al Comune (era vicecapo di gabinetto) e poi di Luca Zingaretti alla Provincia (era stato nominato direttore della polizia provinciale di Roma), passava per essere un esperto nel settore dell’accoglienza. Eccome, se era esperto. Inserito nel Tavolo di coordinamento per la gestione dei profughi in qualità di esperto nominato dall’Unione province italiane, Odevaine da una parte trattava con i prefetti del ministero dell’Interno, a cui garantiva soluzioni “chiavi in mano”; dall’altra era in affari con i capi delle diverse cooperative sociali. A Buzzi, che aveva aperto diversi centri di accoglienza a Roma e nel Lazio, garantiva un flusso costante di ospiti. In cambio prendeva uno “stipendio” fisso e diversi cadeau, quali il pagamento dell’affitto per la casa del figlio o della ex moglie. Ai dirigenti della cooperativa La Cascina, di area ciellina, aveva garantito di fargli vincere l’appalto nel centro di accoglienza di Mineo, in Sicilia, attualmente il più grande centro d’Europa. «Quando è partita tutta questa storia – ricorda in un colloquio intercettato – all’inizio io non conoscevo … né voi né Salvatore (Menolascina, ndr) … uhm… quando Gabrielli mi chiese di andare giù a Mineo … e … e cominciai a fare un ragionamento co … con Giuseppe Castiglione … parlai con Francesco … perchè mi sembrava … che non si potesse … gestire tutta quella roba … solo … in Sicilia … con i locali e quindi … abbiamo poi … gli ho presentato Castiglione che così … e però feci subito un ragionamento a Francesco dissi … guarda Francesco io … questa volta … una volta nella vita … vorrei … quantomeno … non … non … regalare le cose insomma … almeno io da questa roba qua … visto anche che … sto finendo di lavorare … in … in Provincia e quant’altro almeno ce vorrei guadagnà uno stipendio pure pe me … quantomeno … se proprio … poi dopo la cosa è andà … ha preso altri sviluppi … c’è una parte che all’inizio appunto erano 5 mila Euro, poi so diventati 10 mila Euro……… dopodiché avevamo fatto un ragionamento su Roma». In effetti le cose hanno preso ben altri sviluppi. Negli ultimi due anni è esploso il numero di profughi accolti in Italia. E la tangente pretesa da Odevaine, che voleva 1 euro su ogni testa, al giorno, gli avrebbe garantito un’entrata da 600 mila euro all’anno. Troppo per gestirla con metodi artigianali. Lo stesso Odevaine comincia a preoccuparsi: «Però più diventa grande … e più poi diventa … ingestibile … però … non lo so dimmi tu come … qual è secondo te una buona formula».

 5) Il ruolo di Ignazio Marino

Il sindaco della Capitale si è sfogato così: «Vengo contrastato da più parti, dal primo giorno». In effetti, a leggere le carte, il sindaco appare più volte marginalizzato. Ad esempio quando prova a cacciare l’amministratore della municipalizzata Ama (Nettezza Urbana), Giovanni Fiscon, nominato dal suo predecessore. «Le intercettazioni telefoniche – scrive il gip Costantini – evidenziano che, nella prima parte del mese di luglio, si crea un’emergenza per il gruppo di Buzzi, legata alla volontà del sindaco di porre il problema del ruolo di Fiscon in Ama e della sua sostituzione. Questione in relazione alla quale viene convocata una riunione di giunta dove viene convocato Fiscon (alle 21) e una riunione dei capigruppo di maggioranza al Consiglio Comunale (alle 20)». Il sindaco ipotizza la licenziabilità dei dirigenti. «Una riunione che si conclude con un nulla di fatto. E’ in tale contesto che Buzzi si preoccupa di costruire il consenso politico tra consiglieri espressione della maggioranza e assessori, al fine di respingere l’offensiva del sindaco. Tra gli altri, viene contattato Coratti. La seduta di giunta si conclude e Buzzi, commentandone gli esiti, usa l’ennesima metafora, in questo caso di sapore calcistico: Marino-Fiscon 0-2».

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...