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La buona scuola e il merito dei dirigenti

LOGO_La_buona_scuolaIl disegno di legge sulla “Buona Scuola”, approvato il 20 maggio alla Camera dei deputati con 316 voti a favore, sta creando forti contrapposizioni a volte ideologiche e pregiudiziali, altre comprensibili e legittime.

Il timore è che in tanto livore si perdano di vista i pregi di un provvedimento che condizionerà il futuro dei nostri studenti.

La novità più criticata è quella che prevede l’aumento dei  poteri dei presidi scolastici, e in particolar modo la possibilità che avranno di conferire “incarichi triennali, rinnovabili, ai docenti assegnati all’ambito territoriale di riferimento”.

Leggendo il testo è evidente di come non stiamo parlando né di preside sceriffo né di una possibile chiamata diretta, poiché il preside non assume i docenti in quanto sono già dipendenti dello Stato.

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Invalsi, gli insegnanti sono allergici alle valutazioni

test-invalsi-insegnantiLe prove Invalsi 2015 hanno risentito del clima infuocato dello scontro tra Governo e sindacati sul ddl della Buona scuola. Come riporta linkiesta.it , quest’anno il boicottaggio dei test, che prima sfiorava al massimo il 2%,  ha toccato quota 20% nelle classi campione e 23% in tutte le altre, coinvolgendo gli studenti, ma anche gli insegnanti, che in alcuni casi si sono rifiutati di correggere le prove o addirittura hanno spinto i ragazzi a boicottare il test.

Lidia Baratta lo ha chiesto a Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net:

Da parte degli studenti, la principale motivazione di protesta contro i test Invalsi è la «paura di essere schedati». Lo slogan del 12 maggio, non a caso, è stato: “Valutati, non schedati”. «È vero che i test sono anonimi», spiega il direttore di Skuola.net, «ma alcuni prof mettono il voto ai test Invalsi e quindi il codice a barre deve corrispondere a un nome». Se ne fa un problema di privacy, insomma.

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Le prove Invalsi e la loro revisione

indexTornano, come ogni anno, le prove Invalsi nelle scuole e come al solito tornano dubbi e polemiche.

Sia i docenti che gli studenti protestano fino al boicottaggio delle prove in quanto alcuni li trovano  inadeguati altri perché hanno paura che serviranno per la valutazione dei docenti .

Sia chiaro che le prove Invalsi non potranno mai essere utilizzate per valutare i singoli docenti, specie se in ballo vi sono premi retributivi o di carriera. Esistono solide ragioni metodologiche, tecniche e pedagogiche (gli apprendimenti di uno studente sono il frutto di un lavoro di squadra) per escludere questa ipotesi (Andrea Gavosto su La Stampa).

Infatti, il  merito dei singoli docenti deve essere valutato in altri modi anche perché questo tipo di prove, per loro natura, non sono adatte a valutare la qualità di una scuola sotto alcuni aspetti cruciali, come la capacità di inserire un ragazzo straniero o di essere inclusiva nei confronti di un disabile.

Per questo, servono ulteriori strumenti, ad esempio, visite periodiche alle scuole da parte di osservatori specificamente preparati a questi compiti o aumentare le responsabilità dei presidi. Molti sono gli studi e i progetti come quello del MIUR “Valorizza”.

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