Sistemi elettorali alle prossime regionali

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Pubblichiamo una sintesi dei sistemi elettorali in vigore per le prossime elezioni regionali.

CAMPANIA

  • consiglieri da eleggere: 51
  • listino: no
  • quote di genere liste : 1/3 – 2/3
  • Espressione voto: 2 preferenze con alternanza di genere – voto disgiunto
  • Sistema elettorale: proporzionale con premio di maggioranza, che garantisce alle liste che sostengono il presidente il sessanta per cento dei 50 membri del Consiglio regionale (ai quali si aggiunge il governatore). In ogni caso la maggioranza non può avere più del 65% dei seggi. Nelle file dell’opposizione anche il primo dei candidati presidenti non eletti.

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Gli “homeless” della politica

Su La Stampa di oggi, Daniele Marini ci spiega il fenomeno sempre più evidente degli “homeless” della politica riportando la ricerca di CMR.

 

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Il fallimento della spending review in Italia

arton26202Sergio Rizzo ci ricorda su Il Corriere della Sera come la spending review in Italia sia una chimera, un’utopia.

Una delle prime volta in cui si inizio a parlare di «revisione della spesa» fu in un lancio di agenzia dell’Ansa il 16 marzo del 2007 :«Tesoro: parte la revisione della spesa, nominata commissione di esperti». Era il governo di Romano Prodi con il miglior ministro dell’economia degli ultimi anni,  Tommaso Padoa Schioppa.

Da allora la revisione della spesa con la sua definizione inglese “spending review” è stata citata in 9.844 lanci dell’Ansa, a una media di 3,29 citazioni al giorno e molti tra commissari e consiglieri si sono alternati nell’impossibile (per l’Italia) compito .

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Gli ultimi sondaggi prima delle elezioni regionali 2015

Articolo pubblicato su today.it 

Corriere della Sera pubblica le rilevazioni di Nando Pagnoncelli per due regioni, Liguria e Campania. Entrambe le regioni vedono un testa a testa tra due candidati: Raffaella Paita supera di pochissimo Giovanni Toti in Liguria, dove comunque Alice Salvatore insegue con percentuali “buone”, Vincenzo De Luca supera Stefano Caldoro in Campania, dove stavolta la candidata dei 5 Stelle Valeria Ciarambino è più distanziata. I giudizi negativi sulle amministrazioni precedenti prevalgono in entrambe le regioni, ma quelli di Caldoro sono più alti. Continua a leggere

Delrio e Lupi ai ferri corti

Graziano Delrio e Maurizio Lupi durante una conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri, Roma, 8 agosto 2014 ANSA/FABIOCAMPANA

ANSA/FABIOCAMPANA

Giorgio Meletti su Il Fatto Quotidiano di oggi racconta di una scena avvenuta nei giorni scorsi a cui avrebbero assistito pochi deputati presenti nell’aula di Montecitorio.
Il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio dopo aver risposto, durante il question time, a una pungente interrogazione firmata da quattro deputati del gruppo di Alleanza Popolare, scorge proprio Lupi (Capo gruppo AP) in transito nell’emiciclo, e avvicinandosi lo apostrofa: “Questo agguato l’hai organizzato tu“. Lupi per nulla intimorito gli avrebbe risposto a muso duro.

Secondo i presenti “la conversazione sarebbe rapidamente salita verso i toni della concitazione, fino a che i due decidono di trasferirsi nell’attigua saletta a disposizione dei ministri per finire di cantarsele“.

Delrio accuserebbe Lupi di soffiare sul fuoco di quella sorta di irredentismo del “sistema Incalza ” che di fatto sta paralizzando la sua azione nel ministero che Renzi gli ha chiesto di mettere a posto , dopo l’arresto dell’ex capo della  struttura tecnica di missione e le dimissioni dell’esponente Ncd. Continua a leggere

Invalsi, gli insegnanti sono allergici alle valutazioni

test-invalsi-insegnantiLe prove Invalsi 2015 hanno risentito del clima infuocato dello scontro tra Governo e sindacati sul ddl della Buona scuola. Come riporta linkiesta.it , quest’anno il boicottaggio dei test, che prima sfiorava al massimo il 2%,  ha toccato quota 20% nelle classi campione e 23% in tutte le altre, coinvolgendo gli studenti, ma anche gli insegnanti, che in alcuni casi si sono rifiutati di correggere le prove o addirittura hanno spinto i ragazzi a boicottare il test.

Lidia Baratta lo ha chiesto a Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net:

Da parte degli studenti, la principale motivazione di protesta contro i test Invalsi è la «paura di essere schedati». Lo slogan del 12 maggio, non a caso, è stato: “Valutati, non schedati”. «È vero che i test sono anonimi», spiega il direttore di Skuola.net, «ma alcuni prof mettono il voto ai test Invalsi e quindi il codice a barre deve corrispondere a un nome». Se ne fa un problema di privacy, insomma.

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Boschi vicepremier o vicesegretario unico del Pd e Guerini al gruppo Camera

image-300x300Tira un’aria strana nel Pd che conta, alla Camera come al Senato, al Nazareno come a palazzo Chigi. Certo, la questione delle liste, specie in Campania, zeppe – anche se non dentro le liste del Pd, ma in liste collegate – di nomi “impresentabili e ingiustificabili”, come ha detto ieri Renzi, pesa. Certo, il risultato delle Regionali è atteso come un ‘giudizio di Dio’. Se finirà 6 a 1 (sconfitta solo in Veneto e vittoria nelle altre cinque, Campania e Liguria in testa) per Renzi sarà un successo così netto da poter procedere a una vera ‘rivoluzione’ copernicana nel partito, nel governo e dentro i gruppi parlamentari.

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Le prove Invalsi e la loro revisione

indexTornano, come ogni anno, le prove Invalsi nelle scuole e come al solito tornano dubbi e polemiche.

Sia i docenti che gli studenti protestano fino al boicottaggio delle prove in quanto alcuni li trovano  inadeguati altri perché hanno paura che serviranno per la valutazione dei docenti .

Sia chiaro che le prove Invalsi non potranno mai essere utilizzate per valutare i singoli docenti, specie se in ballo vi sono premi retributivi o di carriera. Esistono solide ragioni metodologiche, tecniche e pedagogiche (gli apprendimenti di uno studente sono il frutto di un lavoro di squadra) per escludere questa ipotesi (Andrea Gavosto su La Stampa).

Infatti, il  merito dei singoli docenti deve essere valutato in altri modi anche perché questo tipo di prove, per loro natura, non sono adatte a valutare la qualità di una scuola sotto alcuni aspetti cruciali, come la capacità di inserire un ragazzo straniero o di essere inclusiva nei confronti di un disabile.

Per questo, servono ulteriori strumenti, ad esempio, visite periodiche alle scuole da parte di osservatori specificamente preparati a questi compiti o aumentare le responsabilità dei presidi. Molti sono gli studi e i progetti come quello del MIUR “Valorizza”.

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I partiti preparano il ritorno ai fondi pubblici

Stralcio dell’articolo pubblicato ieri su Il Sole 24 Ore

Dopo il flop del due per mille, dal Sel al Pd fioccano le proposte di legge per tornare al finanziamento statale.

(…)  I primi in ordine di tempo sono stati i deputati di Sel: hanno presentato una proposta di legge «per l’istituzione del Fondo per il finanziamento dei partiti e dei movimenti politici», gestito dall’Autorità anticorruzione. Il meccanismo è semplicissimo: un euro per ogni voto raccolto. Ma solo a chi riesce a eleggere «almeno un rappresentante nel Parlamento nazionale o europeo o in almeno tre consigli regionali». Il ddl prevede anche limiti al finanziamento privato: chi ha in essere concessioni con enti pubblici non potrà donare soldi a partiti, a fondazioni o a chi ricopra o abbia ricoperto nei dieci anni precedenti cariche elettive.

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Le difficoltà e i limiti della P.A.

VISCOA seguito della recente sentenza della Corte Costituzionale sugli incarichi dirigenziali dell’Agenzia delle Entrate, ho trovato molto interessante la riflessione di Vincenzo Visco (pubblicata su Il Sole 24 ore di ieri)  sul funzionamento della nostra amministrazione pubblica.

Per l’ex ministro non esisterebbe un sistema unitario e sostanzialmente omogeneo definibile “pubblica amministrazione” al quale devono applicarsi le stesse norme, procedure e criteri gestionali, indipendentemente dalla attività svolta in concreto.

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